it en

Adelita Husni-Bey

La Seduta

Il Mondo Magico, a cura di Cecilia Alemanni | Padiglione Italia, Biennale Arte 2017.

L’opera video, La Seduta di Adelita Husni-Bey è stata co-prodotta da In Between Art Film e presentata all’interno della mostra Il Mondo Magico , a cura di Cecilia Alemanni per Padiglione Italia della 57. Esposizione Internazionale D’Arte della Biennale di Venezia.

Il lavoro di Adelita Husni-Bey affronta questioni complesse come quelle di razza, genere e classe, spesso traendo ispirazione da teorie educative anarchiche e pratiche d’insegnamento educative. I suoi progetti si fondano su processi creativi collettivi come giochi di ruolo, laboratori e lavori di gruppo, ai quali in passato hanno preso parte studenti, atleti, giuristi e attivisti.
Il compito di un artista per Husni-Bey è quello di creare situazioni ed esperimenti dove diversi soggetti coinvolti, e di conseguenza gli spettatori, possano comprendere a fondo la propria connessione con i rapporti di potere economici e sociali dell’età contemporanea.

Il lavoro per il Padiglione Italia si intitola The Reading/La Seduta ed è stato sviluppato attraverso un laboratorio collettivo organizzato a Manhattan (territorio Lenhape, oggi Manhattan, New York) con un gruppo di ragazzi selezionati grazie ad un open call tra i dipartimenti didattici dei diversi musei cittadini. il workshop si è tenuto nel febbraio 2017 con una serie di incontri, discussioni ed esercizi performativi sperimentali. Lavorando con l’artista e altri relatori, i ragazzi hanno riflettuto su ciò che li vincola all’ambiente e allo sfruttamento della terra, sollevando così una serie di interrogativi complessi legati alle nozioni di estrazione, minaccia, tecnologia, sfruttamento, valore e vulnerabilità. Queste tematiche appaiono nel film sotto forma di tarocchi disegnati dall’artista stessa durante le recenti proteste della tribù dei nativi americani Lakota contro la costruzione di un oleodotto nella riserva indigena di Standing Rock. Nel video i giovani partecipanti sono seduti attorno ad un tavolo e, a partire dalla lettura dei tarocchi, discutono del proprio legame spirituale, coloniale e tecnologico con la terra e con il mondo. L’utilizzo dei tarocchi è per l’artista una metodologia sià magica, sia pedagogica: i ragazzi – che nel film vedono le carte per la prima volta – contrappongono un approccio efficientista e capitalista, che considera la terra come fonte di profitto da sfruttare, a una sua visione come materia contigua agli esseri umani, da proteggere e salvaguardare.Alla discussione intorno al tavolo sono intervallate scene in cui i ragazzi eseguono una serie di esercizi basati sui metodi del Teatro degli Oppressi, adottati durante il laboratorio iniziale e ispirati ai temi del workshop. Accanto alla video-proiezione, una serie di sculture composte da mani di silicone illuminate sembra suggerire l’avvento di un futuro prostetico e virtuale che riecheggia la nostra personale implicazione nel consumo delle risorse e nelle nuove forme di colonizzazione.

 

ADELITA HUSNI-BEY
Milano, 1985. Vive e lavora a New York.

Il suo film più recente After the Finish Line è stato proiettato a gennaio 2017 al Whitney Museum di New York come parte di Dreamlands, curata da Chrissie Iles. È una delle vincitrici del Graham Foundation grant 2016 e sta attualmente collaborando con il dipartimento di educazione della Serpentine Gallery di Londra per l’elaborazione del progetto progetto Dependence, Independence, Isolation che si svilupperà nel 2017. Nel 2016 è stata finalista del Premio MAXXI, promosso dal Museo MAXXI di Roma e ha vinto il Premio Illy Under 35 conferitole in occasione della 16a Quadriennale d’arte. Altri tempi, altri miti, Palazzo delle Esposizioni, Roma.
Tra le sue mostre personali più recenti: A Wave in the Well, Sursock Museum, Beirut (RL), 2016; The Classroom, a cura di Paola Nicolin, Milano (I), 2016; Movement Break, Kadist foundation, San Francisco (US), 2015; Playing Truant, Gasworks, Londra (UK), 2012; La Montagna Verde (Dove? Nel Deserto. Per Dove? Verso il nulla), a cura di Gabi Scardi, ViaFarini, Milano (I), 2011.
Ha partecipato, tra le altre, a mostre collettive quali: The Eighth Climate, 11. Gwangju Biennale (ROK), 2016; 16a Quadriennale d’arte. Altri tempi, altri miti, Palazzo delle Esposizioni, Roma (I), 2016; Ennesima, a cura di Vincenzo de Bellis, Triennale di Milano (I), 2015; Undiscovered Worlds, the High Line Art, New York (US), 2015; Really Useful Knowledge, Museo Reina Sofía, Madrid (E), 2014; Utopia for Sale?, a cura di Hou Hanru, MAXXI, Roma (I), 2014.
Ha tenuto laboratori, lezioni e seminari all’ESAD Grenoble, 2016, The New School, 2015, Sandberg Institute, 2015, Museo del 900, 2013, NABA, 2012, Birkbeck University, 2011 tra altre istituzioni.
Ha studiato presso il Whitney Independent Study Program, 2012.

Director:
Adelita Husni-Bey

Anno:
2017

the_reading_anteprima6
the_reading_anteprima3
the_reading_anteprima1